Non stringere la maschera!

Posted by GP on Sunday, November 1, 2026

L’acqua che entra nella maschera è un inconveniente molto comune e fastidioso.

Maschera allagata? Meglio non stringere il cinghiolo (Il paradosso del silicone)

Capita spesso di notare subacquei che risalgono a bordo barca o a riva con evidenti “solchi” rossi e profondi sul viso, attorno agli occhi e sulla fronte. È una delle immagini più classiche (e dolorose) della subacquea. Il motivo? Una maschera stretta all’inverosimile nella convinzione errata che, più la si stringe, meno acqua entrerà.

La realtà, però, è esattamente l’opposto: stringere troppo la maschera è spesso la causa principale delle infiltrazioni d’acqua.

1. La scelta della maschera: la forma del viso viene prima di tutto

Tutto parte in negozio. Non esiste la maschera “migliore in assoluto”: esiste quella adatta alla conformazione del viso. La parte morbida in silicone, detta “gonna” o skirt, deve aderire in modo naturale ai contorni facciali, senza creare punti di tensione sugli zigomi o sull’osso nasale. Se la dimensione non è quella corretta, nessuna regolazione potrà mai renderla ermetica.

2. I nemici dell’aderenza prima di tuffarsi: barba e capelli

Prima ancora di bagnarsi, ci sono un paio di dettagli pratici fondamentali a cui prestare attenzione:

  • La barba: La barba e i baffi possono creare micro-canali tra la pelle e il silicone, da cui l’acqua filtra. Per ridurre il problema, si può accorciare e sfoltire la barba sulle guance e subito sotto il naso, esattamente dove la gonna della maschera appoggia sul viso.
  • Capelli e cappuccio: Una volta in acqua, è bene verificare che non ci siano ciocche di capelli, la bandana o il bordo del cappuccio in neoprene incastrati tra la gonna e la pelle. Basta un solo capello per rompere l’effetto sigillo.

3. Il paradosso del cinghiolo: perché stringere troppo fa entrare più acqua

Ecco l’errore classico che commettono molti subacquei. Quando si avverte qualche goccia d’acqua, l’istinto è tirare le fibbie del cinghiolo per schiacciare la maschera contro il viso.

Cosa succede davvero? La gonna in silicone è progettata per essere morbida e modellarsi delicatamente sui tratti del viso. Se la cinghia viene tirata eccessivamente, la gonna si schiaccia, si deforma e crea delle pieghe. Sono proprio queste rughe del silicone a creare gli spazi vuoti attraverso cui l’acqua inizia a scorrere continuamente. Invece di sigillare la maschera, si finisce per aprire all’acqua una via d’accesso.

Il cinghiolo ha un solo compito: tenere la maschera in posizione sul capo, non deve assolutamente “schiacciarla” sulla pelle.

4. Il test della “ventosa” in acqua

Come possiamo capire se la maschera è posizionata bene ed è della misura corretta? Nei primi metri d’immersione, si può premere leggermente la maschera verso il viso con una mano, facendo uscire qualche piccola bolla d’aria dal bordo. Rilasciandola, si avverte un leggero effetto ventosa: la pressione dell’acqua spinge delicatamente il silicone contro la pelle. Se a quel punto non entra acqua, significa che la maschera aderisce correttamente.

5. In discesa: compensa e… prova ad allentare!

Man mano che si scende in profondità, la pressione aumenta e schiaccia l’aria contenuta all’interno della maschera. È fondamentale compensarla espirando periodicamente un po’ d’aria dal naso per evitare l’effetto ventosa eccessivo (squeeze).

Se durante l’immersione si avverte un’infiltrazione d’acqua, è bene resistere alla tentazione di stringere la cinghia. Anzi, si può fare la prova contraria: allentare leggermente il cinghiolo. In questo modo la gonna in silicone può distendersi, spianare le pieghe e tornare ad aderire al viso.


Con una maschera della misura giusta e un cinghiolo regolato con morbidezza, non avremo più solchi rossi sul viso a fine giornata e ci potremo godere immersioni limpide e senza allagamenti!

Buone bolle a tutti! 🤿